Un seminario formativo a Tolmezzo con dieci enti del terzo settore
Nelle strutture che ospitano persone con fragilità – disabili, anziani, pazienti psichiatrici… – si sta diffondendo l’uso di stanze o altri spazi multisensoriali. Luoghi cioè dove particolari strumenti e disposizioni aiutano a creare benessere, stimolando uno o più dei nostri sensi. Ma a cosa servono e come si opera esattamente negli spazi multisensoriali? A questa domanda ha provato a rispondere il seminario formativo “Oltre quella stanza. La multisensorialità nella relazione con persone fragili”, organizzato nei giorni scorsi dalla Comunità di Rinascita di Tolmezzo. Oltre trenta gli operatori presenti, provenienti da dieci diverse organizzazioni del terzo settore attive sul territorio friulano, a dimostrazione che il tema è sentito e di interesse.
“In Comunità di Rinascita – ha introdotto i lavori Sara Toppano, psicologa della struttura – abbiamo attrezzato una stanza grazie a strumenti ricevuti in comodato d’uso dal Comune di Tolmezzo. E nel tempo ci siamo accorti di quanto possa essere utile nella relazione quotidiana con le persone che qui vivono o ci frequentano”. Sperimentare la leggerezza di una piuma che sfiora la pelle, il fruscio di sassi e foglie, o ancora un fascio di colori che ti avvolge, è un’esperienza non accessibile a tutti in modo spontaneo. E i canali sensoriali sono un’ottima risorsa per attivare le potenzialità che ogni persona mantiene.
“La stanza multisensoriale non è uno strumento che funziona da sé, dove mettere le persone fragili perché si svaghino – ha sottolineato Lucia Rongioletti, musicoterapeuta e formatrice dell’incontro – Al contrario, ciò che accade dev’essere attentamente osservato e co-costruito da operatore e persona coinvolta, affinché diventi parte di un percorso dalle finalità educative precise”.
All’incontro, svolto nell’auditorium PalaZeje della Comunità di Rinascita, sono intervenuti operatori di Anffas Alto Friuli, Associazione Il bruco e la farfalla di Arta Terme, Comunità Piergiorgio di Caneva di Tolmezzo, Cooperativa Itaca – CSRE di Tolmezzo e Gemona, Fondazione Valentino Pontello di Majano, Il Mosaico di Codroipo, Istituto Santa Maria dei Colli di Fraelacco, Piccolo Cottolengo don Orione di Santa Maria la Longa.
L’incontro ha rappresentato una prima preziosa occasione di confronto e scambio di esperienze tra organizzazioni del territorio. L’impegno della Comunità di Rinascita ora è dare seguito al percorso avviato, per garantire sempre più il benessere dei residenti e le competenze delle persone che giornalmente ci lavorano assieme.